SEO Table – La Tavola Periodica del SEO

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Infografiche SEO
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La Tavola Periodica dei Fattori SEO

Dopo la prima versione del 2013 è stata rielaborata quest’anno da Search Engine Land la “tavola periodica dei fattori SEO“, una Infografica che riassume in modo concettuale i principali fattori (conosciuti) determinanti per il posizionamento organico sui motori di ricerca.

No, saperla a memoria non vi renderà un esperto SEO, e si, è bellissima da stamparla per appenderla in ufficio (magari in casa fà veramente troppo nerd).

Scherzi a parte, ho detto che riassume “i concetti” perché ogni riquadro (che fà molto Breaking Bad) porta con sé un mondo intero.  Questi concetti però bisogna sempre tenerli fissi in mente, sopratutto nelle fasi iniziali di un progetto SEO o in fase di valutazione di un sito già esistente; difatti credo che questa tavola “informativa” può rilevarsi molto più utile ad un Account Manager o ad uno Strategist/Project Manager rispetto ad uno Specialist SEO che passa tutte le sue giornate sempre sugli stessi argomenti (sperando che questi siano ben chiari…).

Premesso questo, se volete scaricarvi la vostra Infografica aggiornata eccola a voi, se volete condividere con me alcune considerazioni proseguiamo insieme.

PS: se siete arrivati qui e non siete degli specialisti, né degli esperti SEO ma vi interessa, segnalo (meritocraticamente) la guida SEO dei legittimi creatori di questa Infografica (Search Engine Land) che trovate a questo indirizzo.

Search Engine Land Periodic Table of SEO Success Factors
 Fonte Originale

Vorrei condividere con voi alcune mie considerazioni, non tecniche, ma che vanno a proiettare questi riquadri nella vita reale e quotidiana di freelance, piccole/medie agenzie e grandi agenzie e che possano essere capite da (quasi)tutti.

Che cosa è cambiato in questi anni

Parlando dei “fattori on-site” troviamo forse qualche fattore in più che non c’era nell’ultima versione. Che “Content is the King” credo non sia una frase molto nuova, e già nel 2012 la propaganda “anti spam” di Google era centrata ad istruire webmaster, editori, etc.. che Google avrebbe premiato negli anni i contenuti di qualità, di valore per gli utenti.

Che la “crawabilty“, ovvero la capacità del crawler di scansionare il sito web sia FONDAMENTALE anche questa non è nuova; possiamo fare tutte le magie di questo mondo ma se il sito web non è leggibile dal BOT del motore di ricerca… possiamo aspettare per anni risultati che mai arriveranno, lo era e lo sarà per molti anni a venire.

Saltando le parti “banali” come il Title, la Description, Headers, scrittura e struttura (che sono sempre state importanti), troviamo come nuovo il fattore “HTTPS” che è stato esplicitamente dichiarato da Google essere un fattore che può influire sul posizionamento organico. Dopo la dichiarazione ufficiale di Google, molti si sono attrezzati per portare i propri siti sotto “protocollo sicuro” e molti si aspettavano che il loro posizionamento migliorasse, lamentandosi sui Social come nulla fosse cambiato, ora vi chiedo:

  1. Secondo voi Google se non dichiarava apertamente questo, ci sarebbe stata questa grande mobilitazione a portare i siti web (milioni) su hosting HTTPS? (fateci una riflessione)
  2. Se voi lo fate, tutti lo fanno, cos’è cambiato da prima? Nulla. Non aspettatevi quindi nulla (manco una pacca sulla spalla).

Dopo viene il fattore “Speed“, ovvero velocità del sito web nel suo caricamento. Anche qui sappiamo che questo può compromettere il posizionamento del sito web qualora questo fosse molto lento e pesante nel caricamento. E’ diventato importante con il venire dei nuovi formati multimediali presenti sui siti, delle immagini più belle e definite (ma anche più pesanti) che vanno a compromettere il corretto caricamento del sito web, sopratutto dopo la crescita esponenziale dell’uso del Mobile che possiede una banda/velocità di connessione ridotta rispetto alla linea di casa (ADSL o Fibra). Però, se ci pensate bene, questo non è un fattore determinante per avere la vostra keyword posizionata, ma lo è per i vostri utenti a prescindere da Google.

Mobile, mobile, mobile… si anche qui Google ha apertamente dichiarato che possedere una versione “ottimizzata mobile” del proprio sito web è un fattore di ranking, ma io penso semplicemente che i siti che non hanno una versione ottimizzata vedranno calare posizionamento e traffico dalle ricerche effettuate da dispositivi mobili; nessun regalo solo “selezione qualitativa”. Anche qui, se pensate di ottimizzare il vostro sito, fatelo per il vostro pubblico, non solo per Google.

I fattori “negativi” on-page? I soliti: keyword stuffing, contenuti invisibili agli utenti e visibili ai crawler (e viceversa), contenuti duplicati e/o copiati da altri siti, aggregazione di contenuti tramite automatismi etc…

Parliamoci chiaro, prima di passare ai fattori “off-site” ed ai famigerati “linketti”, i contenuti di valore sono sempre stati importanti e lo saranno sempre a prescindere da cosa ci dice Google perché con o senza di lei, una corretta e qualitativa informazione avrà sempre la meglio sulle persone, come un negozio accogliente, chiaro ed onesto avrà sempre la meglio sugli altri che lo sono meno, come nella vita reale.

Andando invece ai fattori “off-site” (le influenze esterne al vostro sito web che i motori monitorano per misurare la vostra autorevolezza) cosa c’è di nuovo? Poco e nulla. I link restano allo stato attuale delle cose una delle metriche più importanti per Google ed altri motori di ricerca per misurare e classificare il web ed i suoi contenuti. Altri motori di ricerca hanno provato ad escluderli dal proprio algoritmo (vedi Yandex) ma diciamo che i risultati sono stati un pò deludenti.

Cosa c’è di diverso secondo me? il peso dei Social Network. Misurare e valutare i link dai Social Network come link da normali siti web è sbagliato. Google (parliamo sempre di lui) può analizzare le interazioni sociali, può “ascoltarli” nelle conversazioni e nelle condivisioni ma restano un mondo adiacente a quello degli schemi di link tra normali siti web e il modo di misurarli e valutarli è differente. (e secondo voi?)

Se prendiamo per esempio l’analisi condotta da Searchmetrics sui fattori SEO degli anni passati, troviamo ai primi posti dei fattori determinanti le condivisioni Social (specialmente G+) e i vari like, share, tweet… non tenendo conto che forse questi fossero solo conseguenze di contenuti/pagine che possedevano già di loro un valore qualitativo, e che questi fattori fossero solo una conseguenza, una “correlazione che non è una causazione“.

Tutti gli altri fattori “off-site” come Authority, Trust, Quality, Locality, Numbers, History, sono tutti legati alla profilazione dei link che un sito possiede, ed hanno acquisito sempre più importanza dopo gli aggiornamenti algoritmici di Google. Sono importanti, importantissimi, direi essenziali questi “linketti” e curarli nel modo corretto, cercando di lavorare nel modo “più pulito possibile” è sicuramente un fattore di successo.

Si, content is the Kinglink is the Queen.

E tu quali altre considerazioni hai in merito? Lascia un commento!

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